Un'impresa italiana viene misurata ogni giorno. La banca le assegna un rating, il fornitore decide quanto fido aprirle, la centrale rischi la registra, il bilancio depositato finisce in archivi che altri consultano. Tutti hanno un giudizio su di lei. Nessuno glielo restituisce.
Dall'interno l'imprenditore vede tutto della propria azienda tranne una cosa: come sta rispetto alle altre. È l'unica informazione che non può procurarsi da solo, ed è quella che decide se il margine che porta a casa sia buono o sia la metà di quello che porta a casa un concorrente a quaranta chilometri.
Le imprese che hanno attraversato tre crisi, che esistono da trent'anni e non hanno mai preso un euro da un fondo, sono le meno servite di tutte. Di loro si parla al plurale, «le PMI», «il tessuto», e le si guarda una per una soltanto quando c'è da valutarne il rischio.